Salve le scuole a rischio chiusura
Salve le scuole a rischio chiusura
Con un emendamento del relatore al d.l. salva-bilanci sparisce l’obbligo per le regioni di ridimensionare gli istituti già dal prossimo anno. Errani (Conferenza regioni): ora aprire un tavolo con le autonomie
Sono salve, almeno per il momento, quelle scuole che rischiavano di chiudere in virtu’ delle disposizioni contenute nell’articolo 3 del decreto sul contenimento della spesa sanitaria e sulle regolazioni contabili con gli enti locali. Il relatore del Pdl al decreto legge 154 del 2008, Salvo Fleres, ha infatti presentato un emendamento che sostituisce completamente l’articolo originale: non si impone piu’ alle regioni di varare i piani di ridimensionamento degli istituti scolastici, ma viene suggerito loro di non aprirne di nuovi nel 2009.
“Il governo è stato costretto, dalla linea unanime delle Regioni e dalla posizione ferma del Pd a difesa dei piccoli comuni montani e delle periferie a rischio, a ritirare nei fatti l’articolo 3 del dl 154 che imponeva commissari ad acta alle Regioni inadempienti su una riduzione delle dirigenze scolastiche e sulla chiusura dei piccoli plessi”, hanno affermato in una nota i senatori Mariapia Garavaglia, ministro dell’Istruzione del governo ombra, e Antonio Rusconi, capogruppo del Pd in commissione Istruzione.
Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha invece sottolineato che “l’iniziativa delle Regioni e degli enti locali e le forti preoccupazioni espresse da tutto il mondo della scuola hanno finalmente raggiunto un primo risultato importante: con l’emendamento presentato oggi (ieri, ndr) al Senato si sancisce, infatti, che non ci saranno chiusure di scuole per il prossimo anno scolastico 2009-2010″. “In secondo luogo – osserva – è rimosso il tema del commissariamento delle Regioni, legato alla questione del dimensionamento scolastico, così come era stato proposto dal decreto legge 154, in modo unilaterale e senza alcuna intesa preventiva. Ora – prosegue Errani – è necessario aprire urgentemente un tavolo fra governo, regioni ed enti locali per discutere concretamente e senza forzature unilaterali della riorganizzazione dei servizi scolastici, fermo restando il carattere irrinunciabile del diritto al studio per le ragazze e i ragazzi del nostro Paese”. “Se il Governo ha deciso davvero di cambiare strada, come dimostrerebbe il superamento dell’ipotesi di commissariamento per il dimensionamento scolastico, può essere questo – sottolinea – il momento per riprendere una vera concertazione. La Finanziaria andrebbe costruita con le regioni e gli enti locali affinché le misure proposte possano calibrarsi con maggiore efficacia sulle esigenze del territorio. Questo va sottolineato perché è oggettivo rilevare che, rispetto alla Finanziaria 2009, come più volte ribadito, per le Regioni i conti non tornano”. “In ogni caso – conclude Errani – domani (oggi, ndr) nella Conferenza delle Regioni valuteremo con la massima attenzione la novità di oggi e assumeremo tutte le decisioni conseguenti”.
Le modifiche all’articolo 3 del dl sono frutto di un incontro che si era svolto in mattinata tra esponenti delle autonomie e del governo. In una nota del ministro dei Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto si spiegava che all’incontro, cui hanno partecipato il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, i sottosegretari all’Economia Luigi Casero e Giuseppe Vegas, l’ufficio di presidenza delle Regioni guidato dal Presidente Errani e i presidenti di Upi, Fabio Melilli e Anci, Leonardo Domenic, “le Regioni e le Autonomie Locali hanno posto sostanzialmente tre questioni al Governo che sono state recepite in un testo sostitutivo dell’art. 3 (…). Il nuovo testo prevede: accorpamento della dirigenza scolastica per l’anno 2009 – 2010; dimensionamento della rete scolastica a decorrere dall’anno 2010 – 2011 mediante un’intesa in sede di Conferenza unificata. Obiettivi che il Governo intende raggiungere procedendo insieme alle Autonomie tanto che, a conferma della disponibilità in questo senso, è stata eliminata l’ipotesi di commissariamento”.
Fortunato Laurendi


























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