MARCEGAGLIA RAVENNA vs KATAY GEOTEC ISERNIA 3-2

Parziali: 20-25/ 29-27/ 25-22/ 17-25/ 15-13; durata: ‘26/ ‘34/ ‘28/ ‘23/ ’19; tot. h. 2.10
‘Non c’è due senza tre’ recita un vecchio adagio. Il risultato maturato al PalaCosta di Ravenna, dopo 130 minuti di spettacolo ed emozioni, sottolineati da un pubblico competente e caloroso, non lo smentisce. Infatti, per la Katay Geotec Isernia, arriva il terzo tie break dopo quelli con Roma e Cavriago, mentre la Marcegaglia Ravenna fa tre vittorie consecutive tra le mura amiche.
Difficile, però, spiegare, al termine della contesa, per quale ragione pur se i numeri sono a favore della formazione pentra (112 punti contro i 106 di Ravenna, 16 muri a 3, 29 battute sbagliate per i padroni di casa contro le 12 degli ospiti, equilibrio nell’incisività in attacco, oltre il 50% per entrambe le contendenti) a vincere è stato il sestetto di Babini. “Non me lo so spiegare” – ammette candidamente coach Fenoglio a fine partita. “Quando giochiamo, dominiamo, vedi cosa abbiamo fatto nel primo set e poi nel quarto sotto di due a uno!” Forse, il problema dei biancoazzurri si chiama ansia, come ha sottolineato lo stesso trainer cuneese tra secondo e terzo parziale, quando ha chiesto ai suoi ragazzi di stare tranquilli. “ L’ansia ci distrugge – argomenta Fenoglio – anche quando non abbiamo pressione, perché stiamo avanti, ce la creiamo da soli, basta sbagliare un paio di palloni e non siamo più in grado di giocare nei momenti importanti”. Quindi, in questa settimana, bisognerà lavorare sulla costruzione del carattere della squadra, perché per il resto i 16 muri a 3 ben spiegano la differenza esistente tra i due sestetti.
Dopo lo stand up contro la povertà e i cambiamenti climatici, basta poco ai due sestetti per studiarsi. Qualche errore al servizio e pronti via a martellare con Oro e Janusek che creano il primo gap a favore della Katay Geotec. Sirri, il più temuto tra i romagnoli, con un servizio vincente riporta la situazione in parità, mentre il pasticcio difensivo dei biancoazzurri impone a Fenoglio il time out. Al rientro in campo Salgado manda Janusek sulla linea dei nove metri e lo slovacco piazza un break importante, che i locali non riescono a recuperare anche perché le mani di Oro, prima, e quelle di Piovarci, poi, sbarrano la strada alla Marcegaglia. L’ace di Oro fa uno a zero in conto set.
Isernia inizia la seconda frazione con lo stesso piglio e la stessa autorità con cui aveva chiuso il precedente parziale: Piovarci e Salgado in attacco e poi a muro fanno uno 0-3 che fa ben sperare; invece, il lituano Misekis e il finlandese Lehtonen riequilibrano le sorti del match. Evandro appoggia su un ficcante Gemmi e Isernia è di nuovo sopra di tre, ma il turno in battuta di Sirri fa sfaceli. I molisani perdono la bussola, si smarriscono e sono capaci di farsi annullare ben cinque palle set.
La parità galvanizza Sirri e compagni, mentre gli uomini del presidente Cicchetti si perdono tra le pieghe di errori evitabili tanto in seconda linea quanto in attacco. Fenoglio corre ai ripari (17-13) mandando in campo Fiore per Janusek. L’ex Atletico Bari, entrato in una fase difficile della gara, fornisce stabilità in ricezione, ma soprattutto contribuisce a riportare tranquillità tra i pentri che, seppur non riescono a recuperare lo svantaggio, riducono lo svantaggio facendo leva proprio sul turno in battuta del giocatore casacca numero uno, complice il doppio muro di Salgado sul pari ruolo Mengozzi e, successivamente, su Misekis.
Per il quarto set, Fenoglio lascia in campo Alessio Fiore e il tarantino ricambia la fiducia del proprio trainer con un mani out e una diagonale che portano alla prima sosta tecnica di una frazione iniziata sotto il segno del brasiliano Oro. Il verdeoro Evandro, con una ricezione pressoché perfetta, può davvero divertirsi e scegliere tra tutte le soluzioni in attacco a disposizione: i centrali passano con costanza, Oro è implacabile e le due bande, quando trovano il muro piazzato, si servono delle mani avversarie. Babini prova a girare la formazione senza risultati apprezzabili. Ecco spiegato il 17-25 che porta al terzo tie break per la Katay Geotec.
Sirri è subito graffiante, ma è ancora il muro molisano a dettar legge. Piovarci (6 muri punto per lui) su Lehtonen accorcia le distanze, mentre Salgado (5 muri) su Sirri chiama il cambio campo con Isernia sopra di due. Mengozzi fa meno uno, ma il secondo tocco di Garnica è deleterio, parità, mentre Salgado si procura un taglio alla mano destra che richiede quattro punti di sutura (in settimana il centrale sarà sottoposto direttamente dal responsabile dello staff medico pentro, dott. Raffaele Iorio, ad ulteriori accertamenti). Il cubano naturalizzato italiano non è più in grado di rientrare, il giovane Pambianchi prende il suo posto, con Oro che si carica l’onere dell’attacco. Sirri dai nove metri è sempre più insidioso e Plesko ne capitalizza il rigore a porta sguarnita (12-10). Sirri sbaglia, Oro no. E’ di nuovo parità. La successiva battuta di Oro finisce sugli spalti, ma il brasiliano mette a terra la palla offertagli dal connazionale. 13 pari. Si prospettano i vantaggi anche per il tie break, ma Plesko e il muro di Garnica su Oro danno ragione alla Marcegaglia Ravenna, meno bella della Katay Geotec Isernia, ma sicuramente meno volubile.



























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