I miracoli di Celestino V – 5° miracolo

I miracoli che fanno più sensazione sono quelli capaci di ridare vita alle persone. Cristo ridestò Lazzaro e san Pietro Celestino «risuscitò quat­tro morti» (come scrisse lo Spinelli nel suo volume del 1664).

Ecco il racconto d’uno di questi quattro miracoli.

Una volta, due fratelli scalpellini che facevano spesso visita a Pietro Angele­rio sul monte dov’egli viveva da eremita, per consentirgli d’avere sem­pre di che dissetarsi, pensarono di modellare a forma di pic­cola va­sca un bianco masso del romitorio, in modo da racco­gliervi le infil­trazioni d’acqua che scendevano lungo una parete della roccia.

Mentre eseguivano l’opera, il grosso maglio usato da uno dei fra­telli colpì accidentalmente l’altro al capo, facendolo morire in pochi istanti.

Il col­pevole, disperato, si mise ad urlare e attirò l’attenzione dell’eremita. Pietro, che stava poco lontano raccolto in preghiera, si avvi­cinò e si chinò sul cadavere. Con la mano sinistra gli sollevò la testa e con la destra gli fece tre volte in fronte il se­gno della croce. Un im­provviso bagliore circondò il romitorio e, per mira­colo, il morto re­suscitò.

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