Prende il via questo pomeriggio, venerdì 5 marzo, il ricco programma 2010 dell’Accademia delle Arti Popolari di Maccchiagodena, sita in via XXIV Maggio, frutto del progetto di Antonio Acocella e sotto la direzione artistica di Piero Ricci.
Fino a domenica, il paese in provincia di Isernia, sarà allietato da 25 musicisti, giunti a Macchiagodena per le prove generali della neo-orchestra Officina Popolare, prima del debutto televisivo al concerto del 1° maggio di Roma e della prima europea prevista per il 13 maggio a Tirana in Albania.
Macchiagodena non solo ospiterà i musicisti, ma assisterà alla nascita dell’ambizioso progetto; infatti, domenica 7 marzo alle ore 18.00 presso il Laboratorio Centomani per Fare le prove dell’Officina Popolare saranno aperte al pubblico.
L’ambizioso progetto è frutto dell’innata propensione a partecipare attivamente ai riti della tradizione popolare delle terre d’origine dei diversi musicisti che ne fanno parte. Musicisti del Sud d’Italia che, da decenni, si incontrano in quei contesti dove ci si esprime secondo determinati linguaggi musicali. Così sono sorte in Campania, Puglia e Molise delle vere e proprie comunità umane, sotto forma di progetti musicali, che si sono affermate nel tempo calcando palchi anche su scala mondiale, quali “Le Assurd”, “Fanfara Populara”, “Triotarantae”, “Pietro Ricci”…
Intorno a Giovanni Mauriello, fondatore storico della Nuova Compagnia di Canto Popolare, si aggregano nuove energie che formano una vera e propria “officina”: ecco che Fanfara Populara, gruppo che ricalca le atmosfere delle bande tradizionali pugliesi, si interseca con il suono ancestrale della zampogna molisana del Maestro Piero Ricci e con la tradizione campana dei tamburi a cornice del Triotarantae; poi, la vocalità de Le assurd – il quartetto di musica popolare tutto al femminile – si intreccia con la voce senza tempo di Giovanni Mauriello.
Ad Antonio Acocella, produttore discografico, nonché ricercatore di musica popolare, va il merito per la volontà a sostenere certe forze e per il suggerimento a convergere in un progetto unitario: Officina Popolare, appunto.
I musicisti coinvolti sono i giusti interpreti della propria tradizione musicale, dotati ognuno della fondamentale memoria, ma anche della spontanea consapevolezza che la tradizione è tale solo se si rinnova nei pensieri, nelle parole, nei suoni, andando al passo con la storia e la quotidianità delle proprie terre.
E’ in quest’ottica che Antongiulio Galeandro, leader della Fanfara, svolge il ruolo di coordinatore artistico, partendo dal riconoscimento delle singolarità, alla ricerca di un suono d’insieme che caratterizzi l’orchestra, per arrivare a parlare al mondo in una oramai possibile lingua musicale comune a tutto il Sud Italia.
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